CCP 2016 - Parrocchia dello SPIRITO SANTO MODENA

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SABATO 26 NOVEMBRE 2016

Sono presenti: don Giorgio Bellei, Predieri Stefano, Sorgi Giovanni, Falciola Luca, Garuti Marco, Cosenza Luigi, Canese Paolo, Muratori Oscar, Morselli Claudio, Muschitiello Vito, Penelli Fabrizio, Casalgrandi Guido, Graziani Paola, Gasparin Federico, Logli Alberto, Carta Cristiana, Selmi Gianluca.
La riunione è aperta alle ore 15,45 dal Parroco don Giorgio Bellei. Funge da segretario Selmi Gianluca.
1.                  Esperienza del doposcuola. Introduzione di don Giorgio. Il rischio di questa iniziativa di carità è quello di trasformare la Parrocchia in un’agenzia assistenziale. La maggior parte dei bambini presenti infatti, sono non cristiani (musulmani) ai quali non interessa il luogo dove si riceve l’ausilio ai compiti. Ma la Parrocchia deve avere invece come scopo primario l’annuncio della fede cristiana.
Ora come fare con i musulmani? Io ho parlato e detto queste cose ai genitori, ma essi come un “muro di gomma”: vengono, prendono e non si fanno coinvolgere. Tanto meno permettono che i figli siano coinvolti. Che fare ? Chiudere l’esperienza a Natale oppure limitarla ai soli 2 o 3 che frequentano il catechismo e tenere questa del catechismo come condizione?
Segue dibattito in cui vengono messi in luce diversi aspetti della questione e dove gli intervenuti di dicono favorevoli a interrompere l’iniziativa per poi riprenderla l’anno nuovo con modalità più definite.
Il parroco ringrazia gli intervenuti e crede che la soluzione adeguata sia quella di terminare il servizio in occasione del periodo di Natale, di accordarsi in maniera personale con i due-tre ragazzi della parrocchia che hanno eventualmente bisogno di continuare e di riorganizzare l’iniziativa nel nuovo anno secondo i criteri enunciati.
2.                  La lettura del Vangelo nelle famiglie. Introduzione di don Giorgio Bellei. L’esperienza ci dice che nelle case vanno solo i soliti a meno che non ci siano altri motivi di aggregazione come famiglie giovani di amici, famiglie che già si trovano a pregare per essere aiutate o per consolare un lutto. Famiglie che già condividono un problema.
-         Marco Garuti precisa che il primo gruppo citato da don Giorgio si ritrova ogni giovedì alle 19.15 a casa di una famiglia per recitare assieme il santo Rosario. Si tratta di una esperienza di preghiera, molto semplice ma molto sentita. Marco si dice anche disponibile se il parroco lo riterrà, per seguire eventuali gruppi di lettura del vangelo.
-         Il Parroco suggerisce di provare ad organizzare qualche ritrovo di questo tipo, magari in occasione di tempi determinati dell’anno (es. Quaresima).
3.                  Pellegrinaggio a Fatima 2017. Il parroco comunica la volontà di proporre un pellegrinaggio a Fatima in occasione del centenario delle apparizioni. Si viaggerebbe in aereo nella seconda metà di agosto 2017. Il numero di partecipanti potrebbero essere verosimilmente una trentina. I presenti si dicono d’accordo sulla proposta.
4.                  Situazione patrimoniale della Parrocchia. Intervento del Parroco. La parrocchia ha in essere due mutui: il primo acceso nel 2010 a fronte della riparazione del tetto della palestra e della installazione dell’impianto fotovoltaico. La produzione di energia in surplus e la restituzione del contributo governativo permettono di pagare completamente la rata mensile di questo mutuo senza intaccare altre risorse della Parrocchia. Il secondo mutuo è quello relativo alla costruzione delle Opere Parrocchiali che consiste in una rata mensile di circa Euro 2.700. Finora non ci sono state rate insolute, ma è evidente che le risorse della Parrocchia sono molto limitate e che ogni mese occorre appoggiare la Parrocchia con la presenza di tutti alle iniziative di sostegno alle quali si deve partecipare non solamente nè principalmente perché piacciono, ma per solidarietà comunitaria.
Un investimento relativamente più modesto (circa Euro 3500, pagabili a rate) che sarebbe molto utile è quello di un cestello elevatore che servirebbe per fare manutenzione all’impianto di illuminazione della chiesa e della palestra.
I presenti si dicono d’accordo su questo ultimo punto.
Paola Graziani interviene proponendo di prendere in considerazione anche l’acquisto di una lavastoviglie da installare nella cucina della parrocchia per rendere più agevole il lavoro di chi deve riordinare dopo le cene organizzate.
Il Parroco chiede di verificare di che investimento si tratterebbe ed eventualmente organizzarsi per proporre iniziative di autofinanziamento come cene o altro, per comprare l’elettrodomestico.
5.                  Il Parroco dà notizia della situazione del giovane africano cristiano per ora ospitato in parrocchia, nell’appartamento che si trova a fianco di quello del parroco. Purtroppo egli non ha ancora trovato un lavoro stabile e di conseguenza non ha la possibilità di mantenersi in affitto in un appartamento indipendente. Ha in questi mesi contribuito con una cifra relativamente modesta alle spese. Il Parroco ritiene però che questa situazione non debba diventare stabile, perché si porrebbe il problema del pagamento dell’affitto da parte dell’inquilino, e delle tasse relative (IMU) da parte della parrocchia.
Il parroco propone di comunicare all’ospite di poter restare fino al 20 dicembre p.v. data ultima per potersi trasferire presso un conoscente a Reggio Emilia. I presenti sono d’accordo.
6.             Affitto della Palestra. Introduzione del parroco. La palestra parrocchiale è stata affittata per alcuni mesi all’Atletic CDR, squadra di calcio della Città dei Ragazzi, senza però dimenticare che lo scopo di tutto ciò che è parrocchiale deve “dire” che il fine di tutto è Gesù Cristo. Per questo motivo il parroco ha proposto ai responsabili che una volta alla settimana, si faccia una breve (quindici minuti circa) riflessione di natura catechistica coi ragazzini che partecipano agli allenamenti.
I presenti si trovano d’accordo con il parroco.
7.             Distribuzione alimenti. Lo stesso discorso fatto per l’attività del doposcuola vale per la distribuzione degli alimenti a venerdì alterni.
Luigi Cosenza che si occupa di questo servizio, fa notare due cose fondamentali: la prima è che le famiglie che vengono a prendere alimenti oltre ad essere in gran parte non cristiane, non sembrano nemmeno particolarmente bisognose; la seconda questione è che rispetto ad anni fa, i cibi in distribuzione sono molti meno quindi non c’è nemmeno un intervento particolarmente efficace. Luigi propone di interrompere il servizio per Natale poi riprenderlo intervenendo in maniera mirata con quelle famiglie cristiane che si è certi che abbiano effettivamente bisogno.
Si decide di procedere come proposto da Luigi Cosenza.
Essendo esaurito l’ordine del giorno e non essendoci altri argomenti di cui discutere, la riunione viene sciolta alle 17,30
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