PRINCIPI EDUCATIVI - Parrocchia dello SPIRITO SANTO MODENA

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ATTIVITA'
Nel 2008 il coordinamento dei catechisti CCA ha dato un contributo decisivo alla stesura e all'approvazione dei “Princìpi irrinunciabili per una educazione cristiana”, il testo che chiarifica le linee-guida seguite nella Parrocchia per l’iniziazione cristiana dei ragazzi, e proposte a tutti i genitori.

Nella sua versione integrale il documento è suddiviso in sezioni ed articoli, per rendere ogni punto il più possibile chiaro ed inequivocabile. In appendice riporta alcuni brani di un discorso di Benedetto XVI sulla “emergenza educativa”.

Qui di seguito ne riportiamo di seguito una sintesi; il testo integrale si può trovare in allegato.

"Princìpi irrinunciabili per una educazione cristiana"

Dio
Il fine della vita dell'uomo è Dio: in Lui ogni cosa trova il suo senso pieno e vero. L'educazione cristiana ne tiene conto, aiutando il ragazzo ad aprirsi all'eternità e proponendo come modello più alto di uomo Gesù Cristo, progetto di salvezza vero e completo.

Il grano e la zizzania
Come in un campo di grano in cui cresce anche l'erba cattiva, così nell'uomo ci sono sia il desiderio di bene e di assoluto, sia una inclinazione al male, frutto del peccato originale e dell'azione continua del Diavolo. L'educatore cristiano non vuole estirpare l'erba cattiva, ma aiutarla a trasformarsi in buon grano (conversione), con l'intervento della Grazia divina. Propone quindi un metodo di vita spirituale: preghiera, sacrificio, inserimento nella vita della comunità cristiana, Sacramenti, combattimento spirituale...

La legge naturale
Anche senza considerare le religioni, esiste una legge morale naturale, che ha un suo fondamento razionale e filosofico. La legge naturale descrive in che modo è giusto che vadano tutte le cose, rispettando la loro natura, cioè la loro essenza. Anche i Dieci Comandamenti, oltre che Parola di Dio, sono espressione della legge naturale, perché mostrano il vero volto delle cose.

Il principio di autorità
Anche il rapporto di autorità fa parte della legge naturale. La natura stessa delle persone richiede che ci sia chi esercita l'autorità e chi la accetta, secondo determinati ambiti e gradi (i genitori nella famiglia, gli insegnanti nella scuola, il parroco e i catechisti nella parrocchia...).

L'autorevolezza
L'autorevolezza è una qualità personale che serve per usare bene l'autorità. Un educatore è autorevole se sa quello che dice e tende a vivere in modo coerente con esso.

Il comando
L'educazione non può fare a meno del comando, dato secondo la legge naturale. Anche il comando è un'espressione del vero amore, perché serve a indirizzare verso una vita piena. Porre limiti al ragazzo lo aiuta a crescere bene.


La fermezza educativa
Le richieste di crescita devono essere poste con saggezza, gradualità e disponibilità a spiegarle, ma anche con fermezza. L'educatore dev'essere pronto a lottare e a non cedere, specialmente su alcuni punti saldi. In particolare deve opporsi al relativismo (secondo cui non c'è una verità assoluta e quindi va bene tutto), al pansessualismo (che mette gli istinti al centro della vita), al culto del corpo e dell'apparenza, alla ricerca del lusso, all'egocentrismo.

Il dialogo autentico
Il cristiano rispetta chi non la pensa come lui, ma allo stesso modo chiede di essere rispettato nel suo modo di pensare e di vivere (reciprocità). È pronto a confrontarsi in un dialogo autentico, cioè fondato su argomentazioni razionali, che serva a far emergere la verità e non ad annacquarla con i compromessi.

Anche sui temi dell'educazione, la Parrocchia rimane aperta a un dialogo di questo tipo, pur non essendo disposta a rinunciare alla propria visione educativa fondata su Cristo.
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