TRADIZIONI PARROCCHIALI - Parrocchia dello SPIRITO SANTO MODENA

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LA COMUNITA'
NELLA NOSTRA CHIESA CONSERVIAMO L’USO DI VELARE, NELLE DUE ULTIME SETTIMANE DI QUARESIMA, LE CROCI E LE IMMAGINI CON DRAPPI ROSSI E VIOLA. QUALE E’ IL SIGNIFICATO DI QUESTA CONSUETUDINE?
“ Raccolsero allora delle pietre per scagliarle contro di Lui, ma Gesù si nascose e uscì dal Tempio” (Gv.8,59)
Termina in questo modo la lunga controversia tra Gesù e i Farisei nel tempio di Gerusalemme,  narrata nei capitoli 7 e 8 del Vangelo di Giovanni.
Le Croci e le  immagini velate simboleggiano che il Signore si è ritirato e non è più nel Tempio.
Con questo gesto simbolico la Chiesa vuole dirci che a causa dei nostri peccati, Gesù esce dal tempio del nostro cuore.
Vivendo la Pasqua sacramentale, cioè confessandoci e comunicandoci,  noi riportiamo il Signore nel suo tempio che è la nostra vita. Infatti per Pasqua la Croce sarà gloriosa e le immagini di Maria e dei Santi splendenti e con questo simbolo la Liturgia sottolinea che il nostro cuore è riconciliato.

La velatura delle immagini è stata obbligatoria fino al 1970, lo è ancora per il Crocifisso del Venerdì Santo (vedi foto sotto) che deve essere portato all'altare coperto da un velo che il Sacerdote rimuoverà in tre tempi. Oggi questo uso, pur non essendo obbligatorio è tuttavia proposto dal Messale Romano.
Oltre al significato spirituale che di cui si è parlato sopra, c'è anche un motivo storico. Fino al sesto secolo nel rito della penitenza, i pubblici peccatori venivano mandati fuori dalla chiesa dopo la lettura del vangelo fino a che non fosssero stati riconciliati.
Questa riconciliazione, avveniva la mattina del Giovedì Santo. Quando da quella pubblica si passò alla penitenza privata, in alcune Chiese si stendava un grande velo (come una sorta di sipario)  per nascondere l'altare.
Si voleva così dire che i nostri peccati escludono dalla comunione con DIO, e che solo la penitenza quaresimale ci poteva riconciliare. Il velo veniva rimosso la Domenica di Pasqua. Dal grande velo che nascondeva tutto si passò in seguito a velare soltanto le croci e le immagini dei santi. Anche in antico la liturgia usava immagini sensibili, oggi purtroppo queste sono state sostituite da cartelloni (a volte molto puerili ) con cui i catechisti tappezzano le pareti delle Chiese. Evidentemente anche nella nostra parrocchia si fa uso di cartelloni disegni e fotografie. Non bisogna dimenticare che i primi simboli visivi per spiegare l'invisibile, non sono i disegni dei ragazzi, ma i grandi segni della
Liturgia Romana.
LA VEGLIA PASQUALE CULMINE DELL'ANNO LITURGICO. LA PASQUA E' CELEBRATA IN TRE GIORNI
La Pasqua è l'unico avvenimento che la Chiesa celebra sempre, anche per Natale. Ciò significa che l'unica cosa che Gesù ha fatto per noi è stato il morire sulla croce e risorgere per ridarci la vita divina. Durante l'anno liturgico si rivivono in maniera ordinata altri misteri della vita di Gesù ma tutti sono finalizzati al centro che è la PASQUA.
Una volta all'anno la Pasqua la si celebra in tre giorni (Venerdì Sabato Domenica). E' il triduo del Cristo morto Venerdì sepolto Sabato e Risorto Domenica. Ogni settimana questo stesso avvenimento lo si celebra concentrato in un solo giorno. La DOMENICA con la partecipazione alla Santa Messa. Il centro della Pasqua e di tutto l'anno è la veglia pasquale, la sera del Sabato dopo il calar del sole. Il Simbolo più evidente è quello della luce e del calore. Il buio e il freddo della sera rappresentano la morte, il fuoco che divampa sul piazzale della Chiesa e la luce del cero e delle candele con la quale entriamo in Chiesa, rappresentano la vita. Ci sono altri simboli altrettanto evidenti come per esempio l'acqua del battesimo e l'ascolto prolungato della sacra scrittura. Questi simboli ci portano a vivere la Pasqua con la comunione eucaristica.
Il triduo pasquale, è introdotto dalla Messa serale del Giovedì Santo, nella quale Gesù dice ai suoi apostoli fate questo in memoria di me. E' come se desse agli apostoli una spina per inserirsi in una presa. L'esempio preso dall'uso quotidiano dell'energia elettrica, ci dice che la morte e la resurrezione di Gesù avvenute una volta sola e per sempre sul cavario circa 2000 anni fa, sono la sorgente dell'energia che può essere utilizzata da noi solo se siamo in possesso della spina per collegarci ad essa.
Per questo è importante andare a Messa ogni Domenica, confessarsi e comunicarsi spesso. Se non facciamo così, cioè se non usiamo questa spina, i doni di Gesù restano chiusi nell'avvenimento storico della Sua morte e sono inoperosi per noi. Se invece con i sacramenti, la Messa, e la preghiera "attacchiamo la spina" l'energia nuova della vita di Cristo entra nella nostra vita e ci fa nuovi.
Il giovedì Santo si corre il rischio di enfatizzare solo la lavanda dei piedi, che è la conseguenza della vita nuova, ma non salva da sola se noi per primi non siamo inseriti nella vita di Gesù Cristo. Il Giovedì Santo è certamente anche il giorno della carità fraterna. Ogni giorno è adatto per la carità. Il Giovedì Santo è invece soprattutto il giorno in cui Gesù ci ha donato il sacerdozio, cioè ha dato agli apostoli i suoi poteri e grazie all'opera sacramentale del sacerdote, noi possiamo inserirci in lui ed avere la vita.

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